Storia di Sanremo: preistoria-1468

Se volete sapere come si viveva una volta a Sanremo, visitate la pagina 'Il nonno racconta'.

MITICO: queste pagine mi sono state richieste (il 12/03/2002) da un'isegnante per insegnare la storia di Sanremo agli studenti di 4° della scuola elementare Asquasciati di Sanremo.
 
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100.000 anni fa In una cavità retrostante il santuario dell’Annunziata sono state ritrovate conchiglie della specie Strombus bubonius risalenti a 100.000 anni fa.
80.000 anni fa Sempre nella cavità retrostante il santuario dell’Annunziata sono stati ritrovati utensili preistorici di 80.000 anni fa.
In via San Francesco sono stati ritrovati coltelli litici a dorso, a tecnica lavalloisiana, di 80.000 anni fa. Il giacimento fu originato da cacciatori, come attesta la presenza preponderante di ossa fossili di cervo.
V° sec. A.C. Costruiti i castellari di monte Bignone (1.300 m), di monte Colma (694 m) di Coldirodi e di Poggio. I castellari erano sistemi difensivi organizzati dalle tribù dei Liguri Montani, che abitavano nell’estremo Ponente. Ogni castellaro comunicava con quelli vicini, ed in caso di pericolo veniva dato l’allarme al castellaro vicino che si organizzava per difendersi. I Liguri Montani sapevano navigare, e commerciavano con fenici, greci e galli, praticando anche la pirateria.
238 - 14 A.C. Si combattono le guerre romano-liguri, che si sommarono alle guerre puniche (in cui i liguri combatterono a fianco dei Cartaginesi).
6 A.C. Augusto sottomette le popolazioni liguri, e celebra la vittoria costruendo il Trophaeum di La Turbie, in Provenza.
I° - II° sec. Abbandonati i castellari.
Creato il villaggio Vicus matutianus (nome proveniente dalla famiglia romana “gens Matucia” o dal culto della “mater matuta”), situato presso l’attuale Battistero di Piazza San Siro. Vicino c’era una necropoli che rasentava la via consolare, presso la quale sorgevano le ville romane situate una presso la Foce ed una presso Bussana.
IV° - V° sec. Soggiorno di San Siro, vescovo genovese, cui l’esattore imperiale del fisco Gallione avrebbe donato il territorio in cui era situata Vicus Matutianus poiché il Siro aveva guarito sua figlia dal demonio (racconto probabilmente inventato dalla chiesa per giustificare la proprietà di Sanremo).
Il vescovo San Romolo, successore di Siro, si rifugia a Vicus Matutianus poiché perseguitato a Genova. Qui vive in eremitaggio fino alla morte avvenuta nella grotta della “Bauma”.
Dei Longobardi, dei Bizantini e del Sacro Romano Impero di Carlo magno rimangono poche tracce. Si sa solo che alla fine Vicus Matutianus si trova nella Contea di Ventimiglia.
Fine IX° sec. A causa degli attacchi dei saraceni viene creata la Pigna, centro storico di Sanremo, e la città assume il nome di Castrum Sancti Romuli. Col passare del tempo il nome verrà modificato fino a diventare Sanremo. Gi attacchi saraceni, iniziati nell’800, finiranno verso l’anno 1000.
979 Il vescovo Teodolfo concede a 28 famiglie di coloni un appezzamento di terreno da coltivare con vigneti, uliveti, frutteti, castagneti, boschi e pascoli. In cambio queste famiglie devono pagare delle decime sui frutti ricavati.
1038 Corrado, conte di Ventimiglia, concede alcuni suoi diritti feudali al vescovo di Genova. Sanremo resta comunque un feudo del Comitato di Ventimiglia.
1069 Risulta l’esistenza della chiesa di Santo Stefano in pianura, fuori dalle mura, abitata dai Benedettini. Alla chiesa è annesso un ospedale.
XII° sec. Sanremo elegge due consoli, che aderiscono alla Campagna del Comune di Genova allo scopo di ottenere un appoggio per liberarsi dal dominio di Ventimiglia. Il vescovo di Genova, rappresentante spirituale della Campagna, tentòinvano di imporre gabelle (imposte) ai cittadini sanremesi, che si rifiutarono di pagarle.
1130 Il Comune di Genova costruisce nel territorio di Sanremo una torre per tenere a bada gli irrequieti cittadini, che si ribellano ma vengono sconfitti e costretti a giurare fedeltà.
1142 Il primo arcivescovo genovese Siro II (prima erano solo vescovi) in qualità di signore e conte, un titolo mai usato da nessuno dei suoi predecessori, si arroga il privilegio di nominare i consoli e l’obbligo dei cittadini di fornirgli vitto ed alloggio. Allora i sanremesi si oppongono, non pagano le gabelle e non rispettano i diritti dell’arcivescovo.
1153 Siro II, visto che i sanremesi non gli danno ascolto, dona alla chiesa di San Siro ed agli abitanti di Sanremo tutto ciò che possedeva in quelle terre.
1199 Sanremo stipula un accordo con Genova: i mercanti locali avrebbero usufruito degli stessi vantaggi goduti dai genovesi nei grandi centri commerciali del mediterraneo. Però le navi dovevano transitare nel porto di Genova sia all’andata che al ritorno, anche se le rotte erano dirette verso scali compresi fra Barcellona e la Sardegna, cioè opposte a Genova.
Inizio XIII° sec. L’arcivescovo Ottone recupera i beni concessi da Siro II e chiede il pagamento dell’affitto a coloro che li usavano, espropriando la casa a molti cittadini. I sanremesi reagirono compiendo aggressioni verso i gruppi familiari legati alla chiesa, ed i responsabili di questi atti furono puniti con condanne pecuniarie e confische di beni.
1218 Ottone, dopo un periodo di tregua con i sanremesi, abolisce i consoli e nomina dei potestà. Dopo alcune proteste interviene Genova che riappacifica l’arcivescovo con i cittadini.
1222 Ottone ottiene dal Papa il diritto di punire e giudicare i sudditi rei.
1254 Il nuovo arcivescovo Gualtieri da Vezzano affronta numerosi casi di evasione fiscale, e per fuggire dalle rivolte lascia l’abitazione nella Pigna e va ad abitare a Santo Stefano, mandando i Benedettini a Genova.
1296 L’arcivescovo Jacopo da Veragine ottiene dalla Curia romana un attestato da cui risulta che il castello di Sanremo e quello di Ceriana appartengono alla Santa Sede, così può dare avvio alle pratiche per vendere la città ribelle.
1297 Sanremo è venduta ad Obeto Doria, ammiraglio della flotta genovese e capo dei ghibellini liguri, ed a Giorgio De Mari, commerciante che vuole ottenere un titolo nobiliare e recuperare un prestito fatto all’arcivescovo. L’importo pagato è di 13.000 lire genovesi, il terzo del valore di una nave (che valeva 32.000 lire genovesi). I rapporti fra i due nuovi padroni ed i sanremesi furono buoni.
1299 Il comune paga 1.000 lire genovesi ai Doria ed ai De Mari ed ottiene il diritto di riscuotere alcune gabelle.
1308 I Doria, ghibellini, cercano inutilmente di arruolare dei sanremesi per difendere alcuni feudi dagli attacchi dei Grimaldi di Monaco, guelfi.
1318 I sanremesi inviano uomini ai Doria per difendere Dolceacqua, purché appaia ufficialmente che lo fanno in via eccezionale.
1319 Approfittando dell’assenza dei ghibellini sanremesi, i guelfi aprono le porte della città all’esercito di Robeto D’Angiò, re di Napoli, chiamato in Liguria dai guelfi, che in cambio del suo aiuto gli avevano offerto la signoria di Genova per dieci anni. In questo periodo le autonomie cittadine sono rispettate.
1321 Le mura cittadine sono allargate, e viene creata porta Santo Stefano, presso l’omonima chiesa. Ancora oggi sopra la porta si possono vedere tre stemmi: quelli ai lati sono quelli della famiglia Doria e della famiglia De Mari, quello al centro è lo stemma della città, che all’epoca rappresentava un tratto di mura delimitato da due torri dietro al quale si scorge una palma. Successivamente le torri furono sostituite da due leopardi. Quindi restò un leopardo appoggiato su una palma, fino ad arrivare al moderno leone appoggiato su una palma (vedi sfondo pagina).
1330 I ghibellini riconquistano Sanremo, ed i Doria danno inizio ad una serie di acquisti e cessioni di feudi del territorio sanremesi.
1334 I Doria impongono il giuramento di fedeltà ai sanremesi ed impongono la leva obbligatoria.
1361 I Doria vendono le proprietà di Sanremo alla Repubblica di Genova per non subire sanzioni penali, perché con le compravendite del 1330 non avevano rispettato una legge che impediva la compravendita di feudi in quei territori.
1367 I sanremesi pagano metà della somma dovuta da Genova ai Doria, per riscattarsi e diventare libero comune, sempre sotto la protezione di Genova ma con proprio statuto. Comunque ai sanremesi fu imposto l’invio di uomini nel caso in cui fosse scoppiata una guerra.
1385 Abolita la clausola della convenzione del 1199 che imponeva alle navi di Sanremo il passaggio sia all’andata che al ritorno per il porto di Genova nel caso in cui le rotte sono dirette verso scali compresi fra Barcellona e la Sardegna. La clausola permane per le altre rotte.
XV° sec. Inizia la costruzione delle caratteristiche fasce. I contadini devono trasportare pietre e terra dalle valli su per i pendii, e concimare la terra con gli escrementi. C’è mancanza di acqua a causa del carente acquedotto e si verificano frequenti carestie. Si iniziano a piantare agrumi, olivi e palme, e c’è lo sviluppo della marineria.
1434 In base alle nuove leggi di Genova al podestà di Sanremo sono attribuiti poteri giudiziari, al parlamento (formato dai sanremesi) i poteri legislativi ed esecutivi. I due sindaci avevano funzioni di rappresentanza.
1468 Al di là del fiume San Francesco si insediano i Minori Francescani dell’Osservanza.
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